Stampa: “Nel salotto di Goddard e consorte”

Nel salotto di Goddard e consorte

EZIO ROCCHI BALBI

L’offerta turistica di taglio culturale sembra non conoscere crisi. Il Museo Hesse a Montagnola può contare su una media di 15mila visitatori all’anno, e quest’anno – nel 50esimo della morte del grande scrittore – prevede un’ulteriore impennata. La casa a Porto Ronco dello scrittore Erich Maria Remarque, affacciata sul Verbano, dove l’autore di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” ha vissuto fino alla fine con la moglie, l’attrice Paulette Goddard, che vi ha abitato sino alla morte nel 1990, potrebbe generare almeno altri settemila visitatori annuali. Potrebbe, perché l’idea di trasformare casa Monte Tabor in centro multimediale, punto d’incontro di artisti e intellettuali e sede itinerante di dibattiti e convegni sia sull’ideale pacifismo dello scrittore tedesco, sia sulle memorie hollywoodiane dell’attrice preferita da Charlie Chaplin, arriva direttamente dagli Stati Uniti. La fondazione dedicata a Remarque e Goddard, diretta dall’asconese Michael Gaedeke trapiantato a Los Angeles, non si è infatti limitata negli anni a reperire fondi a “stelle e strisce” per mantenere viva la memoria della famosa coppia, ma considera la casa a Porto Ronco un “patrimonio culturale da salvare e valorizzare”.

È curioso che un suggerimento per impreziosire ulteriormente Ascona e dintorni arrivi da Los Angeles.  Ancor più curioso che una residenza spettacolarmente affacciata sul Verbano a Porto Ronco sia probabilmente più conosciuta negli Stati Uniti che in Ticino. Tutto diventa facilmente più comprensibile se si parla di casa Monte Tabor, la residenza dello scrittore Erich Maria Remarque e della moglie, l’attrice Paulette Goddard. Quella casa, dove l’autore di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” si è spento nel 1970 e dove la protagonista di “Tempi moderni” (ed ex compagna di Charlie Chaplin) ha vissuto fino alla sua morte, nel 1990, si candida a diventare qualcosa in più di un piccolo patrimonio culturale.

Una fondazione americana, infatti, vorrebbe trasformarla in un centro culturale, un luogo d’incontro per artisti, dibattiti e confronti. Insomma, una meta culturale e, allo stesso tempo, un’attrazione turistica come la Montagnola di Hermann Hesse.
“Prima di tutto vorremmo proteggere un patrimonio culturale condiviso e caro a molte persone in tutto il mondo, ma anche salvare un edificio, acquistato da Remarque nel 1931, che è stato testimonianza di settant’anni di storia europea e mondiale, da speculazioni edilizie – premette Michael Gaedeke, asconese trapiantato in California e presidente della Emr&Pg Foudation -.

L’idea sarebbe di incorporare casa Monte Tabor nell’offerta culturale e storica della regione, per celebrare gli ideali di Remarque e il suo pacifismo militante. Nello stesso tempo, rispettando le ultime volontà di Paulette Goddard, creare un luogo d’incontro per artisti e per il mondo della cultura”. La Fondazione americana, in realtà, si è spinta molto più in là e – oltre a raccogliere fondi tra i tanti estimatori statunitensi di Remarque e Goddard – ha sviluppato un progetto turistico-commerciale in collaborazione con decine di collaboratori volontari, professionisti del turismo e dei media, esperti di storia del cinema degli Stati Uniti e della Svizzera.

Una proposta culturale, si, ma proprio come per Hesse a Montagnola, in grado di generare un flusso di visitatori durante tutto l’anno. “Villa Remarque ha una capacità limitata, ma l’intenzione è integrare i nostri sforzi, collaborando con strutture locali come il teatro, il cinema e spazi per mostre; tra l’altro abbiamo tanto di quel materiale originale, foto, scritti, documenti, anche per mostre itineranti – spiega Michael Gaedeke -. Non solo, nella nostra proposta la ‘ciliegina sulla torta’  è la produzione di un lungometraggio, basato su una biografia di Remarque e Goddard già trasformata in soggetto, da girare interamente nel Locarnese, riaccendendo i riflettori su questa bella regione per un nuovo pubblico in tutto il mondo, per gli anni a venire”.

Sul tavolo la Fondazione mette anche la sua collaborazione con la New York University, e l’appoggio del Remarque Friedenszentrum e della Remarque Gesellschaft, giusto per citare solo alcuni dei centri culturali dedicati all’autore germanico.

Al di là della passione tutta cinematografica per una diva del cinema in bianco e nero come Paulette Goddard (comunque da non sottovalutare, soprattutto per il suo lungo sodalizio artistico e sentimentale con Chaplin) è proprio la memoria storica di Remarque ad offrire gli aspetti più avvincenti. L’ex residenza della coppia Remarque-Goddard, infatti, per molti non è semplicemente una casa, ma il simbolo di una profonda convinzione pacifista personale dello scrittore. Remarque, dopo la pubblicazione nel 1929 del suo celebre romanzo, che descriveva la totale crudeltà della guerra vista da un soldato diciannovenne, fu costretto alla fuga dalla Germania nazista, che aveva condannato al rogo libro e autore. Negli anni che hanno preceduto la seconda Guerra mondiale, casa Monte Tabor diventò il rifugio di molti  intellettuali tedeschi perseguitati da Hitler e clandestinamente protetti da Remarque.

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